AUMENTO DELL’IVA, UN PROBLEMA SOLO RINVIATO: NEL 2019 SU PADOVA PENDERÀ UN CARICO DI IMPOSTE INDIRETTE DI 225 MILIONI

del 17.04.2018

CONFAPI: BASTA PERDERE TEMPO, L’ITALIA HA BISOGNO DI UN GOVERNO CHE DECIDA

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato confermato l’aumento dell’Iva a partire dal 1 gennaio 2019. Invece che trovare una soluzione con i tagli alla spesa si è scelto di procrastinare di un anno l’aumento previsto dalle clausole di salvaguardia. Il rischio, nel territorio veneto, è quello di un aggravio di circa 1,14 miliardi di imposte indirette. Carlo Valerio: «Dopo la sbornia di promesse elettorali attendiamo con ansia che qualcuno ci spieghi come sarà sterilizzato».

La spada di Damocle dell’aumento dell’Iva continua a pendere sulla testa di imprenditori e consumatori. Se è vero che, come deciso dalla Legge di Stabilità promulgata a fine 2017, l’Iva non salirà di un decimale nel 2018, è altrettanto vero che il rialzo non è stato cancellato ma solo procrastinato di dodici mesi. A quanto risulta, infatti, il programma del Governo è quello di coprire i 12,4 miliardi che è necessario recuperare in base alla clausola di salvaguardia con l’aumento dell’Iva di 3 punti percentuali a partire dal 1° gennaio 2019. La prima missione di chi siederà a Palazzo Chigi sarà proprio quella di disinnescare le clausole di salvaguardia: se così non fosse nel 2019 l’Iva dovrebbe passare dal 22 al 24,2%, per poi raggiungere quota 24,9% nel 2020. L’aliquota ridotta invece potrebbe passare dal 10 all’11,5% nel 2019 e al 13% a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha calcolato quanto il possibile aumento peserà sul territorio veneto e padovano: si arriva a un carico di imposte indirette di circa 1,14 miliardi di euro sull’economia regionale e di circa 225 milioni su quella della provincia. Queste le conseguenze di un aumento di 3 punti percentuali dell’Iva. Una stima a cui Fabbrica Padova è arrivata calcolando quanto incida il Pil del territorio sul Prodotto interno lordo del Paese.

«Nel corso della campagna elettorale ne abbiamo sentite di ogni: dall’abolizione del canone Rai alla cancellazione del Jobs Act e delle tasse universitarie, dalla cancellazione della Legge Fornero, a Flat Tax e Reddito di cittadinanza. Una vera e propria sbornia di costose promesse spesso irrealizzabili, giunte da sinistra come da destra», afferma Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova. «Ebbene, a più di un mese dalle elezioni siamo ben lontani dall’avere un Governo, ma sappiamo già quali dovranno essere i suoi primi impegni. L’aumento dell’Iva va sterilizzato perché avrebbe conseguenze potenzialmente letali sulla nostra economia, portando a un aumento dei prezzi che nuocerebbe ai consumi e riducendo di conseguenza i ricavi. Oggi più che mai gli imprenditori per poter tornare a investire avrebbero bisogno di risposte e sicurezze, che, con l’attuale quadro politico, non ci sono. Un punto è chiaro, a tutti ma in particolare a noi imprenditori: le incertezze frenano qualsiasi investimento», prosegue Valerio nella sua analisi. «La Legge di Stabilità 2018 ha previsto l’ennesimo rinvio al domani delle correzioni alla spesa pubblica che si sarebbero dovute fare ieri. E, purtroppo non c’è da essere ottimisti osservando qual è la situazione attuale».

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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