L’ADDIO A VIRGINIO NOVALI, PRESIDENTE DI CONFAPIFIDI

del 12.03.2019

La malattia ha portato via Virginio Novali, settant’anni, imprenditore bresciano della MEC-NOVA srl di Gardone Val Trompia attiva nella meccanica di precisione. Presidente di Confapifidi dal 2013, era impegnato nella realtà del Confidi da sempre, prima come consigliere e poi come vicepresidente vicario dell’allora Confapi Fidi Brescia. Ha vissuto in prima persona, da protagonista, le svolte che hanno portato a Confapi Lombarda Fidi e poi all’attuale Confapifidi. Lascia la moglie Marisa e la figlia Silvia.

«È stata una fortuna e un privilegio conoscerti, condividendo una parte della nostra vita assieme», lo ricordano così il direttore Fabio Cutrera e i colleghi del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale di Confapifidi. «Ci siamo conosciuti e frequentati per ragioni professionali: il passo dalla condivisione di un lavoro all’amicizia è stato tanto veloce quanto semplice per la tua discreta capacità di ascoltare, di capire, di guidarci come presidente con autorevolezza e umanità. Ci mancherai tanto, ma porteremo ogni giorno con noi il tuo esempio di forza e dedizione».

Così il presidente Novali aveva raccontato la “nascita” di Confapifidi all’Assemblea generale di Confapi Padova nell’estate del 2017: «Da pochi giorni abbiamo cambiato nome, superando la connotazione esclusivamente lombarda (Confapi Lombarda Fidi). Lo abbiamo fatto perché era doveroso riconoscere, anche nella denominazione, che il Confidi mette al centro le imprese, siano esse lombarde, venete, piemontesi, o di altre regioni d’intervento. Questo, pochi mesi dopo l‘iscrizione da parte di Banca d’Italia al nuovo Albo degli intermediari finanziari vigilati, art. 106 del Testo Unico Bancario. La decisione di fare domanda di iscrizione al nuovo Albo di Banca d’Italia non era un passaggio obbligato per Confapifidi, ma è stata fortemente voluta dal Consiglio che presiedo per meglio supportare le piccole e medie imprese in un contesto creditizio che permane complesso. È nostra intenzione continuare con la missione originaria del Confidi nel concedere garanzie valutando soprattutto la possibile continuità delle imprese tenuto conto degli aspetti qualitativi che le caratterizzano e non solo dei numeri».

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

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