E’ padovana la caldaia a biomasse solide della multinazionale ‘L'Oréal’

del 22.09.2014

Prodotta da Uniconfort: obiettivo emissioni zero

C’è anche un po’ di Veneto nel nuovo stabilimento ‘verde’ della L'Oréal, il più grande per dimensioni produttive dei 45 posseduti dal gruppo nel mondo, con i suoi 400 dipendenti e 1,1 miliardi di fatturato, inaugurato alla presenza di Matteo Renzi a settimo Torinese lo scorso 17 settembre. Uno stabilimento che grazie ad un sistema di teleriscaldamento e teleraffrescamento, energia solare da pannelli fotovoltaici, biogas per la generazione dei vapori e una centrale energetica a biomasse, si pone come obiettivo di arrivare a «emissioni zero» entro il 2015.

Proprio la caldaia a biomasse solide è stata progettata, fornita ed è in corso di installazione da Uniconfort, azienda di San Martino di Lupari (Pd) che da oltre 60 anni lavora nel campo della valorizzazione energetica delle biomasse, terza realtà in questo settore nel mondo e in continua crescita.

“Stiamo lavorando all’installazione di una nostra caldaia che sarà utilizzata per alimentare il sistema di teleriscaldamento gestito dalla Solis a servizio del comune di Settimo Torinese e del nuovo stabilimento Loreal – spiega Davis Zinetti, Amministratore delegato di Uniconfort – L’impianto, a un chilometro di distanza dallo stabilimento, sarà in grado di generare 4,1MW di potenza termica e 1 MW elettrico. L’energia elettrica prodotta verrà immessa in rete e poi acquistata dalla multinazionale francese, l’energia termica sarà invece utilizzata per scaldare l’acqua necessaria per alimentare il sistema di teleriscaldamento che la L'Oréal utilizza per il riscaldamento e il rinfrescamento dei locali di lavoro”.

La caldaia sarà alimentata a cippato a filiera corta, acquistato cioè da produttori locali, che lo ricavano dalla gestione virtuosa dei boschi o da coltivazioni dedicate per scopi energetici, situate nei dintorni. Grazie all’utilizzo di questo combustibile ‘verde’ le emissioni di CO2 dell’azienda si ridurranno a zero. L'uso di biomasse è infatti a bilancio nullo rispetto all'anidride carbonica, perché durante la combustione viene rilasciata la stessa quantità di CO2 fissata dalle piante durante la crescita. Inoltre, è una risorsa rinnovabile, dato che la foresta si rigenera in continuazione. Non solo. L’impianto adotta sofisticati sistemi di abbattimento delle polveri sottili, dell’ossido di azoto e del monossido di carbonio grazie a particolari filtraggi e dispositivi ad alta tecnologia. Il tutto senza aggravi di spesa: i risparmi per la L'Oréal sul conto energetico si aggireranno sul 20%, visto che il costo delle biomasse solide è inferiore fino alla metà rispetto all’equivalente combustibile derivato dagli idrocarburi.

Ancora una volta, quando si parla di caldaie a biomasse solide, il partner obbligato in Italia e all’estero è proprio Uniconfort, che nel 2013 ha raggiunto il traguardo di 2.500 caldaie prodotte nei suoi 63 anni di attività. Un traguardo che ha significato anche un risparmio per l’ambiente di 100 mila tonnellate di emissioni di CO2, l’equivalente di quanto esce dal tubo di scappamento di 10 mila automobili che fanno il giro completo della terra.

Le sue caldaie ad uso industriale, con potenza tra i 90 kWt e i 15 MWt, scaldano aziende, piscine, ospedali, alberghi, scuderie, imprese agricole, e grazie al teleriscaldamento anche quartieri o intere città. In Italia e all’estero, nel continente americano, in Africa, Europa, Asia e Oriente. E questo grazie soprattutto alla capacità di innovare, in un settore, quello dell’energia generata da fonti rinnovabili, che spesso trae vantaggio degli incentivi ma che, per quanto riguarda le biomasse solide, è appetibile anche senza sostegno. “L’energia termica ed elettrica prodotta dalle biomasse solide non solo è ecologica ma è anche molto conveniente, offrendo risparmi sino al 50% rispetto ai combustibili fossili – continua Zinetti - E questo è vero sia quando si brucia il cippato o il pellet standard acquistati sul mercato ma anche e soprattutto se si valorizzano energeticamente gli scarti delle aziende agroforestali, dell’industria alimentare, delle segherie, e perfino delle stalle, materiali che da oneroso residuo da smaltire, diventano combustibile a costo zero. Un processo che Uniconfort è in grado di sviluppare, grazie a tecnologie uniche al mondo e a una capacità di innovazione che, unitamente all’affidabilità ed alla qualità dei nostri impianti, ci rende in questo settore competitor unico sul mercato mondiale”.

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