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Bci, ricerca biomedica avanzata nella zona industriale di Este

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L’azienda associata a Confapi in vetrina nel Mattino di Padova

ESTE. Si può fare ricerca ai massimi livelli anche in una piccola zona industriale. Ben distante dai grandi centri, di studio e di potere. Lo sa bene la Biocompatibility Innovation (Bci), startup atestina creata da Filippo Naso, Ugo Stefanelli e Alessandro Gandaglia. Il laboratorio di ricerca di Bci si trova in via Lorenzo de Antoni, nella zona industriale di Este.

Bci è un’azienda biotecnologica operativa in ambito biomedicale e si dedica principalmente allo sviluppo di nuove tecnologie capaci di migliorare le caratteristiche di biocompatibilità e tollerabilità di dispositivi medici e di prodotti alimentari.

«Stiamo lavorando su valvole cardiache di tipo biologico» aggiorna ad esempio il dottor Naso «capaci di evitare il processo di calcificazione degli attuali dispositivi valvolari e quindi di durare più a lungo, con evidenti benefici per il paziente. Siamo in grado di abbattere l’85% del processo di calcificazione: puntiamo a raddoppiare la vita di questi dispositivi».

I riconoscimenti, anche solo in questo ambito di studio, non mancano: la prestigiosa rivista “Tissue Engineering” ha recentemente pubblicato un articolo intitolato “Alpha-Gal inactivated heart valve bioprostheses exhibit an anti-calcification propensity similar to knockout tissues” dedicato proprio ai risultati in vitro ottenuti dall’applicazione della tecnologia sviluppata da Bci. La startup, unica veneta selezionata per l’Italian Investment Showcase 2017 di Milano (quindici le startup italiane invitate), è nata nel 2014 grazie al finanziamento del dottor Naso, medico di 66 anni di Padova, e all’iniziativa del ricercatore Naso, 38 anni di Este, e dell’esperto di marketing Gandaglia, altro padovano di 42 anni. Bci vanta già alcuni brevetti, numerosi opinion leader e decine di pubblicazioni alle spalle.

«Il nostro sogno è di dare compimento allo studio sulle bioprotesi valvolari cardiache, per cui siamo ora in una fase preclinica» spiega Naso «Cerchiamo finanziatori e speriamo di arrivare, per la fine del 2019, ad avere in mano concretamente la tecnologia necessaria». Creare una startup è stata una scelta necessaria («avevamo in testa progetti che, in ambito universitario, non riuscivamo a sviluppare»), insediarsi a Este è invece stata una scelta di vita: «Scegliere uno spazio nella zona industriale di Este ha rappresentato certamente un risparmio economico, ma anche la possibilità di coniugare vita privata e vita professionale. Avere un laboratorio a Este mi permette di conciliare le mie esigenze ai cicli delle cellule e dei tessuti, conciliando tempi e orari. È un luogo ideale in cui lavorare». (n. c.)

Fonte: Mattino di Padova, 31 maggio 2017

Per informazioni
Biocompatibility Innovation Srl
info@bioinnovation.it
tel. 0429.4569
www.bioinnovation.it

Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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