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CONFAPI FA SENTIRE LA VOCE DEGLI IMPRENDITORI PADOVANI SU LA 7

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Gli interventi del presidente Valerio e di Andrea Zamboni (Nordwall) a “L’Aria che tira”

I timori legati a un possibile nuovo lockdown, le difficoltà nell’accedere alle risorse stanziate dal governo con i vari provvedimenti che si sono succeduti dal Dl Cura Italia in poi, la questione del blocco dei licenziamenti. Da questi temi è partito il servizio che il programma di approfondimento di La7 “L’aria che tira” ha girato ascoltando gli imprenditori padovani associati a Confapi. Prosegue così l'impegno dell'Associazione nel far sentire la voce delle piccole industrie del territorio sui media nazionali.

Ad aprire il servizio l’intervento di Andrea Zamboni, titolare di Nordwall, azienda di Sant’Angelo di Piove di Sacco che sviluppa e produce pareti divisorie attrezzate: «Le iniziative del Governo sono spesso interessanti sulla carta ma al lato pratico l’accesso al credito è altrettanto spesso difficile e le misure sono complicate, tanto da scoraggiare gli stessi imprenditori, che preferiscono non doverci ricorrere», ha sottolineato, riallacciandosi indirettamente a un tema che solleva anche l’ultima indagine congiunturale di Fabbrica Padova: dall'indagine, che ha coinvolto un panel di 100 Pmi padovane e che sarà presentata a breve, emerge infatti che, più ancora del riacutizzarsi dell’epidemia, le imprese del territorio indicano come prima minaccia per il loro porssimo futuro la pressione fiscale e il costo del lavoro e, come seconda, proprio la burocrazia.

Al presidente di Confapi Carlo Valerio, che ha accolto le telecamere di La 7 all’interno della Jvp, azienda di Piove di Sacco leader nella produzione di pavimenti tecnici sopraelevati, il compito di chiudere il servizio, toccando la spinosa questione degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti: «Il prolungamento del periodo in cui i licenziamenti sono bloccati dovrebbe essere finanziato da una cassa di integrazione speciale, erogata immediatamente, non dalle aziende ma direttamente dall’Inps. In questo modo sarebbe possibile consentire alle imprese di mantenere il personale che hanno, per poi ripartire nel momento in cui sarà possibile farlo». Sul tema, anticipando i dati dell’indagine congiunturale, va rimarcato che solo il 20% delle aziende interpellate sta attualmente utilizzando gli ammortizzatori sociali.

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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