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CONFAPI SUMMER NIGHT, LA BATTAGLIA: «ORA AVANTI CON L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA»

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Autonomia differenziata: è stato uno dei grandi temi affrontati nel corso di Confapi Summer Night, l'assemblea estiva dell'Associazione in Prato della Valle: la sua mancata attuazione costa 3.819 euro pro capite a ogni cittadino del territorio. Ecco cosa è emerso.

 

Fabbrica Padova, centro studi dell’Associazione delle piccole e medie imprese, in occasione di Confapi Summer Night ha preso in esame il dato che meglio testimonia l’urgenza della riforma, quello relativo al residuo fiscale saldo tra spese ed entrate del settore pubblico riferite a ciascuna regione, arrivando a stimare come il mancato federalismo costi al territorio padovano circa 3,6 miliardi l’anno. Ebbene, in base ai dati messi a disposizione dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e dal portale per l’autonomia della Regione Veneto, nel periodo 2015-2019, il residuo fiscale medio del Veneto è pari a -18,7 miliardi (-3.819 euro pro capite). Un dato, quello pro capite, che consente di circoscrivere e calcolare l’impatto anche per il territorio padovano e i suoi 938 mila abitanti: è pari a 3,58 miliardi, circa il 12% del Pil provinciale. In altri termini, il reddito “disponibile” sul territorio si riduce del 12% rispetto a quello prodotto, per l’intervento del sistema redistributivo (implicito ed esplicito) del sistema pubblico, misurato appunto dal residuo fiscale.

Un tema cruciale per il Presidente Luca Zaia: «L’autonomia è una scelta di modernità per questo Paese, in linea con la costituzione, prova ne sia che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha controfirmato il disegno di legge del Governo. Lo ribadiamo oggi, di fronte alla platea delle piccole e media industrie rappresentate da Confapi: sono la spina dorsale dell’economia del Veneto, che ha il dovere di ringraziarle», ha ribadito il governatore, protagonista di un simpatico siparietto con i Goliardi dell’Università di Padova, che gli hanno consegnato un gallo, del nero d’avola e dei toscanelli, accennandogli anche un pezzo della canzone popolare siciliana Ciuri Ciuri.

«Il segno negativo significa che le somme versate dai residenti e dalle attività della regione sono superiori a quanto verrà restituito dallo Stato in termini di benefici ricevuti: paghiamo di più di quanto ci viene restituito», rimarca il presidente di Confapi Padova Carlo Valerio. «Ovviamente questo non significa che, una volta attuata concretamente la riforma, tutto tornerà indietro alle casse di chi, attualmente, versa più di quanto riceve. Significa, però, che andranno trovati equilibri diversi e che l’impegno delle amministrazioni regionali sarà quello di “fare meglio” con le risorse a disposizione, utilizzandole in modo più efficace. Se, oggi, esistono due velocità tra le regioni italiane, e se negli anni le disparità sono aumentate invece di diminuire, significa che occorre intervenire su questa situazione. Ma è necessario che tale redistribuzione sia conosciuta, controllata e quantificata attentamente, affinché sia possibile esprimere valutazioni sulla sua congruità ed equità».

 

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

 

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