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Dpcm 10 aprile, i codici Ateco delle riaperture e le indicazioni della Prefettura

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile 2020 ha parzialmente modificato le misure di contenimento dell'epidemia da Covid-19 disposte nei riguardi del mondo imprenditoriale abrogando espressamente i D.P.C.M. 8, 9, 11 e 22 marzo e 1 aprile 2020.

Per effetto del D.P.C.M. sono sospese sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 3 del decreto e nei commi 4 e 5 dell'art. 2. In tali casi non deve essere effettuata alcuna comunicazione. 

Restano consentite, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'unità produttiva, le attività:

1- che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 3 (mod. 1);

2- che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell'industria dell'aerospazio, della difesa e delle altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale (mod. 1);

3- che sono funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali (mod. 1);

4- degli impianti a ciclo produttivo continuo dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti (mod. 2);

5- dell'industria dell'aerospazio e della difesa, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e il soccorso pubblico, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale (mod. 3). 

Si conferma la validità di tutte le comunicazioni formulate ai sensi dei precedenti decreti e già pervenute all'indirizzo P.E.C. di questa Prefettura, precisando che non è assolutamente necessario ripeterne l'invio.

Ciò vale anche con riferimento alle richieste concernenti l'attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale per la cui prosecuzione non è più prevista un'autorizzazione preventiva ma una comunicazione che si perfeziona mediante silenzio assenso come nelle altre ipotesi.

Le comunicazioni di prosecuzione dell'attività devono essere fornite utilizzando i modelli allegati e trasmesse all'indirizzo protocollo.prefpd@pec.interno.it evitando gli invii plurimi e l'inoltro di documentazione non necessaria ai fini dell'istruttoria.

Inoltre il comma 12 dell'art 2 prevede che per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l'accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione; è consentita inoltre la spedizione di merci giacenti in magazzino e la ricezione di beni e forniture. La comunicazione non è dovuta quando le attività sono svolte direttamente dal titolare dell'impresa o da un amministratore della società e non è necessaria per le attività di commercio al dettaglio, diverse da quelle riportate nell'allegato 1, per le quali resta consentita l'attività di vendita con consegna a domicilio.

Le comunicazioni devono essere inviate una sola volta per l'intero periodo, esclusivamente compilando il form on line raggiungibile attraverso il link: https://forms.gle/EAfN1LswWLo491Vg9.

Non è necessario inviare alcuna ulteriore comunicazione alle caselle di posta elettronica della Prefettura.

Ecco i moduli per le comunicazioni alla Prefettura:

  • Scarica: Modello 1 attività filiera<br>Modello 1 attività filiera
  • Scarica: Modello 2 attività ciclo continuo<br>Modello 2 attività ciclo continuo
  • Scarica: Modello 3 attività strategiche<br>Modello 3 attività strategiche
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    Per quanto riguarda il D.P.C.M. con cui vengono prorogate fino al 3 maggio le misure restrittive per il contenimento dell'emergenza Covid19 si ricorda che è consentita l’apertura di cartolerie, librerie e negozi di vestiti per bambini e neonati, inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l'industria del legno.

    “Una decisione difficile ma necessaria di cui naturalmente mi assumo tutta la responsabilità politica. L'ho assunta dopo diversi incontri tenuti con la squadra dei Ministri, con gli esperti del nostro comitato tecnico-scientifico, con le Regioni, le Province e i Comuni, con i sindacati, il mondo delle imprese, dell'industria, con le associazioni di categoria”, ha detto il Presidente in conferenza stampa. Per quanto riguarda la c.d “fase 2”, il Presidente ha dichiarato che il Governo è già al lavoro per far ripartire il sistema produttivo attraverso un programma articolato che poggia su due pilastri: l'istituzione di un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro.

    Il Comitato, guidato da Vittorio Colao e composto da esperti in materia economica e sociale, avrà il compito, di concerto con il Comitato tecnico-scientifico, di elaborare le misure necessarie per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.

    I codici Ateco corrispondenti alle attività industriali e commerciali che possono restare aperte in base ai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono riportati nella seguente TABELLA. Fermo restando, le restrizioni imposte dalle ordinanze regionali.

    Ufficio Stampa Confapi Padova

    stampa@confapi.padova.it

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