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ESPRESSO TALKS, LA RICERCA UNIPD: UNO STUDENTE SU TRE HA UN’IDEA D’IMPRESA, MA SERVONO FORMAZIONE, TUTELE E MODELLI FEMMINILI

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Successo per la seconda edizione dell’evento promosso al San Gaetano dal Comitato per l’Imprenditoria Giovanile. Laura Sposato): «Dati incoraggianti, ma dobbiamo colmare il gap di conoscenza e valorizzare i modelli femminili». Presentata la ricerca dell'Università di Padova su 524 studenti.

 

Un’occasione di confronto libero, orientamento e connessione per plasmare il futuro del tessuto produttivo locale. Si è svolta lunedì 12 ottobre, nella cornice del Centro Culturale San Gaetano di Padova, la seconda edizione di Espresso Talks, il format promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova per fare incontrare aspiranti founder, professionisti, studenti e realtà del territorio.

Al centro dei lavori dell’edizione 2026, aperta dai saluti istituzionali del Segretario Generale della Camera di Commercio Roberto Crosta, dell’Assessora all’Innovazione Margherita Cera e della Presidente del Comitato Laura Sposato, è stato il rapporto strutturale tra Generazione Z e cultura imprenditoriale.

 

La ricerca: 1 studente su 3 ha un’idea di business, ma pesa il gap di genere

Il punto focale del dibattito è stata la presentazione dell'indagine “Generazione Z e generazione impresa: 524 studenti raccontano come nasce e cosa frena la voglia di fare impresa”, condotta dal centro Farestat del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università degli Studi di Padova e illustrata dall'analista Nicoletta Parise.

La fotografia scattata su oltre 500 studenti delle scuole secondarie di secondo grado rivela che il 33% dei ragazzi possiede già un’idea di impresa (di cui il 20% ha già avviato i primi passi operativi) e ben il 65% si dice fortemente interessato a percorsi formativi dedicati a chi vuole diventare imprenditore. Le idee spaziano dalla meccanica alla ristorazione, passando per settori emergenti come gaming, skincare, cat cafè e progetti legati al mondo K-pop. Le motivazioni principali che attirano verso la partita IVA sono la crescita economica (40%), la libertà creativa (17%) e la gestione del tempo (14%).

Emerge tuttavia una marcata disparità di genere: solo il 17% delle studentesse considera la strada imprenditoriale una prospettiva concreta per il proprio futuro, a fronte del 44% dei coetanei maschi. Le ragazze dimostrano inoltre una minor fiducia nelle proprie prospettive occupazionali (60% contro il 72% dei maschi), pur dichiarandosi maggiormente disponibili a un’esperienza formativa o lavorativa all'estero (65% contro 55%).

 

L'analisi di Laura Sposato: colmare i divari e promuovere l'imprenditoria femminile

Sulle sfide e sugli spunti offerti dall'indagine è intervenuta Laura Sposato, Presidente del Comitato provinciale per l’Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova e CEO di Joule (azienda associata Confapi): «L’Italia è agli ultimi posti tra i Paesi sviluppati per tasso di attività imprenditoriale iniziale. I dati Almalaurea ci dicono inoltre che tra i laureati solo il 14% a cinque anni dal titolo è coinvolto in un lavoro autonomo. Quando, come Comitato, ci siamo chiesti quali azioni attivare per avvicinare i nostri coetanei all’imprenditoria, ci siamo detti che la prima cosa da fare era dotarsi di una fotografia che ci aiutasse a capire l’atteggiamento degli studenti verso questo mondo. I dati emersi offrono indicazioni interessanti: considerato il basso tasso di natalità delle imprese giovanili, ci si poteva aspettare uno scarso interesse da parte degli studenti, i dati dicono invece che c’è un’apertura. Dobbiamo quindi chierderti perché queste idee poi non si traducano in attività di impresa. Spesso manca anche banalmente la conoscenza degli strumenti e delle opportunità a disposizione».

In merito al divario emerso tra ragazzi e ragazze, la Presidente Sposato ha poi sottolineato l'importanza dell'esempio sul campo: «I dati emersi ci stimolano a continuare a impegnarci per valorizzare modelli femminili. Anch’io ho portato la mia esperienza nel corso dell’evento perché confido che la mia storia, fatta di sfide e momenti di difficoltà come quella di tutti i giovani imprenditori e le giovani imprenditrici, possa ispirare altre giovani che magari non hanno considerato un futuro nel mondo dell’imprenditoria o hanno paura di buttarsi».

 

Work-life balance, testimonianze ed opportunità europee

Dall'indagine emerge chiaramente un nuovo sistema di valori: per circa il 70% del campione la priorità assoluta resta la conciliazione tra vita professionale e sfera privata. Come ricordato anche dal vicepresidente del Comitato Tobia Zorzetto, le paure principali restano le responsabilità gestionali (27%), l'incertezza del mercato (26%) e l'assenza di retribuzione fissa (19%).

Per dimostrare la fattibilità di modelli d'impresa moderni e sostenibili, la serata ha dato voce a diverse esperienze eccellenti del panorama economico e social:

- Michele Galetta, CEO e founder di Oraigo, con la sua testimonianza legata all'innovazione;

- Chiara Giosmin, founder di Paintlab, con il suo percorso di crescita aziendale;

- Alice Pomiato, formatrice e content creator, focalizzata su sostenibilità e nuova comunicazione di valore;

- Luigi Gorza, CEO di Ard Raccanello Spa e presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto Est;

- Geyleen Gonzalez (Unioncamere Veneto), che ha illustrato le opportunità concrete del programma europeo Erasmus for Young Entrepreneurs.

 

L'incontro al Centro San Gaetano si è chiuso con il lancio di una call to action rivolta a tutti i partecipanti e ai giovani del territorio: una raccolta aperta di spunti e proposte che saranno vagliate dal Comitato e dall'Ateneo padovano per trasformare l'interesse dei ragazzi in progetti d'impresa reali e supportati dalle istituzioni.

 

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

 

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