Il percorso di integrazione tra Padova Hall e Interporto ha superato i due passaggi istituzionali chiave. Prima il Consiglio comunale, poi quello provinciale hanno approvato lo studio di fattibilità, aprendo la strada alla definizione del progetto e del piano industriale entro metà aprile. Una decisione che consolida l’impianto dell’operazione, ma che non ha cancellato le frizioni politiche emerse lungo il percorso.
Il piano industriale
L’obiettivo dichiarato dal sindaco Sergio Giordani è mettere in sicurezza i conti della Fiera e costruire un modello sostenibile nel medio periodo. L’integrazione con Interporto, sostiene, consente di superare il peso degli ammortamenti e degli interessi passivi che oggi gravano sul bilancio di Padova Hall, liberando risorse per programmare il rilancio.
Il piano industriale resta quello delineato: l’albergo al posto del padiglione 11, il data center–factory dell’intelligenza artificiale al padiglione 6, la corte del cibo al 15 e la mensa Esu nell’ex Marco Polo. Con una struttura finanziaria più solida, non sarebbe più necessaria la vendita dei padiglioni 7 e 8, destinati a rimanere spazi espositivi.
Restano aperti anche i dossier sull’Arena della musica proposta da Zed e sul possibile nuovo edificio universitario nell’area del parcheggio nord.
Padova Hall si presenta all'appuntamento con un indebitamento superiore ai 16 milioni di euro e perdite che hanno toccato quota 3 milioni annui. Sulla società pesano i mutui trentennali contratti per i padiglioni 7 e 8. Poi c'è la legge Madia, che dopo quattro passivi consecutivi obbliga alla razionalizzazione.
In questo scenario, l'incorporazione in Interporto (società invece in salute, con un utile netto di 4,1 milioni di euro nel 2025) appare oggi come l'unica scialuppa di salvataggio disponibile.
Lo studio tecnico e il ruolo di Interporto
In Consiglio comunale, il vicesindaco Antonio Bressa ha illustrato i contenuti dello studio Buttignon Zotti Milan & Co., sottolineando che l’operazione «anticipa quanto previsto dalla legge Madia sulle partecipate con bilanci in passività» e che l’analisi «evidenzia l’opportunità di portare avanti una fusione per incorporazione con Interporto».
Secondo Bressa, la scelta «rafforza il peso degli enti pubblici all’interno dei due enti» e permette alla Fiera di evitare la dismissione di parte del patrimonio immobiliare.
Favorevole anche il presidente di Padova Hall Paolo Ferrin, che ha definito l’operazione coerente con le logiche di efficienza e di economia di scala, escludendo impatti occupazionali e ricordando il valore dell’indotto fieristico per la città.
Le critiche in Comune
Il centrodestra ha contestato duramente l’impianto dell’operazione. Fratelli d’Italia ha accusato l’amministrazione di voler utilizzare Interporto per coprire i debiti della Fiera, mentre la Lega ha parlato di «fine della Fiera» e di un percorso avviato troppo tardi.
La lista Peghin ha chiesto un quadro informativo più dettagliato su obiettivi, investimenti e ricadute territoriali.
La maggioranza ha invece rivendicato la necessità di una visione strategica che integri innovazione, recupero funzionale degli spazi e servizi a supporto del tessuto economico locale.
Lo scontro in Provincia
Il passaggio in Provincia è stato segnato da un gesto politico forte: nella prima convocazione, i consiglieri di centrodestra hanno disertato l’aula, facendo mancare il numero legale. Una scelta motivata come protesta contro «un metodo che non sceglie il confronto» e contro tempi ritenuti troppo stretti per valutare uno studio «basato su relazioni aggiornate a pochi giorni fa».
Critiche anche da Fratelli d’Italia, che ha parlato di «condotta opaca» e di perdita di controllo politico da parte del presidente-sindaco.
I prossimi passaggi
Con l’approvazione dei due enti, il percorso entra ora nella fase operativa: entro metà aprile saranno presentati il progetto e il piano industriale, mentre l’incorporazione potrà essere completata entro fine anno.
Un processo che dovrà tenere insieme sostenibilità economica, rilancio delle attività e una governance capace di gestire un soggetto unico con funzioni diverse ma complementari.
Ufficio Stampa Confapi Padova