Al convegno "Veneto Connesso" l'intervento di scenario del Direttore della società in-house di Unioncamere: il Veneto guida l'Italia nei dati sulla logistica (con Padova e Verona in cima), ma per competere verso il 2040 serve integrazione tra strada e ferrovia.
La priorità del Veneto non è soltanto costruire nuove opere, ma far funzionare strade, ferrovie, porti e interporti come un unico sistema integrato. È questo il cuore dell’intervento "di scenario" curato da Antonello Fontanili, Direttore di Uniontrasporti (società in-house delle Camere di Commercio Italiane - Unioncamere), che ha aperto i lavori del convegno «Veneto connesso: integrare le infrastrutture per far competere le imprese», organizzato da Confapi Padova e FIAP alla Fiera di Padova nell’ambito di Green Logistics Expo 2026.
Un’economia da 201 miliardi di euro di PIL, 414 mila imprese e 80 miliardi di export ha bisogno di collegamenti capaci di sostenere produzione e scambi internazionali. Il Veneto parte da una posizione di forza, ma la sfida è far funzionare strade, ferrovie, porti e interporti come un unico sistema. È il messaggio al centro dell’intervento.
«Per decenni abbiamo progettato la logistica sulla base dell’efficienza. In questi ultimi anni, abbiamo dovuto aggiungere una seconda parola: resilienza». Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei costi energetici e la riorganizzazione delle filiere impongono infatti di affiancare alla riduzione dei costi la capacità di garantire continuità agli approvvigionamenti e alle consegne.
Il primato del Veneto e il ruolo di Padova
Secondo l’indicatore di sintesi di Uniontrasporti relativo a trasporti e logistica, il Veneto è primo in Italia, con un valore superiore del 30,4% alla media nazionale. Nella componente specificamente logistica, Padova e Verona occupano le prime due posizioni.
Una forza che poggia su una dotazione importante: 1.200 chilometri di rete ferroviaria RFI, circa 11 mila chilometri di strade, due porti, tre aeroporti, cinque interporti e tre corridoi europei TEN-T. La priorità delineata da Fontanili non è quindi soltanto realizzare nuove opere, ma integrare quelle esistenti, migliorando le connessioni tra i nodi e il passaggio delle merci tra le diverse modalità di trasporto.
Valichi alpini: l’affidabilità vale più della distanza
Brennero e Tarvisio rappresentano due porte strategiche verso l’Europa centrale. Il quadro dei traffici alpini presentato per il 2024 indica circa 200 milioni di tonnellate di merci movimentate, il 74% su strada e il 26% su ferrovia, con il Nordest che concentra il 58,9% dei flussi.
Anche il valore economico restituisce la centralità di questi collegamenti: nell’analisi dell’interscambio commerciale del 2024 con i dieci partner europei considerati, circa 525 miliardi di euro sono associati al trasporto su strada e ferrovia.
«Un corridoio competitivo non è quello più corto: è quello più affidabile». Il punto, per Fontanili, è garantire capacità, continuità del servizio e percorsi alternativi: condizioni che permettono alle imprese di programmare produzione e consegne, anche quando una rotta entra in difficoltà.
Le priorità verso il 2040
Completare le grandi connessioni europee, aumentare capacità e affidabilità del trasporto ferroviario delle merci, integrare gli interporti di Padova, Verona e Rovigo e rafforzare il sistema portuale Venezia-Chioggia: sono alcune delle priorità indicate nell’intervento.
Alle opere fisiche devono affiancarsi la condivisione dei dati logistici, una migliore gestione dei terminal e dei collegamenti dell’ultimo miglio, oltre a infrastrutture energetiche per trasporti a basse emissioni. Serve una strategia coordinata lungo l’asse Nord Adriatico-Alpi-Europa centrale, capace di trasformare la logistica da costo da sostenere a vantaggio competitivo per le filiere produttive.
L’obiettivo è un Veneto non soltanto più infrastrutturato, ma realmente connesso: «Da territorio attraversato dai flussi a piattaforma europea che governa i flussi».
Ufficio Stampa Confapi Padova