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IL TERMOMETRO POLITICO DEI NOSTRI IMPRENDITORI - PIVA: «POTREBBE ESSERE LA STRADA GIUSTA»

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«Forse si poteva fare di più per le Partite Iva e le microimporese ma è l’iniezione di fiducia che serviva» Giancarlo Piva (Micromeccanica) commenta le novità annunciate da Renzi: «Non mi interessa il colore politico ma quanto effettivamente sarà fatto per il Paese»

«E' un'iniezione di fiducia per il Paese». Con l’esperienza di chi negli anni ne ha sentite tante, di promesse, è il primo a dire che ora occorre attendere i fatti. Ma per Giancarlo Piva, titolare di Micromeccanica Srl e già vice presidente di Confapi Padova, la strada segnata dal Governo Renzi potrebbe essere quella giusta.

«Questo Paese aveva bisogno di una grossa iniezione di fiducia. E, in questo senso, le misure definite dall’esecutivo sono la risposta che serviva», commenta Piva. Con lui abbiamo valutato punto per punto i principali “snodi” della proposta Renzi. Partendo dai 1.000 euro in più all’anno che chi guadagna meno di 1.500 euro netti al mese si ritroverà in busta paga.

Sono soldi che, secondo lei, torneranno in circolo?
«Più o meno sono 80-100 euro in più al mese. Alcuni hanno osservato che quei soldi potrebbero finire in banca senza essere spesi ma sinceramente non credo sarà così. Stiamo parlando di un provvedimento che interessa circa 10 milioni di italiani, persone che, anche semplicemente andando una volta in più in pizzeria rispetto a quello che avrebbero fatto, comunque finiranno per far ripartire i consumi, cosa di cui c’è un bisogno vitale».

Dal primo di maggio
l’Irap per le aziende sarà ridotta  del dieci per cento.
«E’ un segnale, per quanto piccolo. Per un’azienda delle dimensioni della mia (Micromeccanica ha una trentina di dipendenti e un fatturato annuo di 8 milioni di euro, ndr) significa risparmiare circa cinquemila euro all’anno. Non cambia la vita, ma anche questo è un modo per far capire che l’aria è diversa. La categoria meno toccata dagli sgravi fiscali è quella delle Partite Iva, composta da artigiani e imprenditori in proprio. Anche loro avranno però da guadagnarci, se ripartono i consumi».

Parliamo della riforma del sistema del lavoro. È prevista la possibilità di prorogare più volte il contratto a tempo determinato entro un limite di tre anni. Anche il contratto di apprendistato sarà modificato e reso più agile, con meno vincoli, con la retribuzione, nella parte riferita alle ore di formazione, fissata al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.
«Di fatto Renzi ora ha smantellato l’impianto della legge Fornero e ciò a mio avviso è positivo. Credo che per anni in Italia si sia sbagliata la prospettiva: si è ragionato su piccoli incentivi all’assunzione senza pensare che, se manca la richiesta e non ripartono i consumi, gli incentivi non servono a un bel niente. Purtroppo in Italia c’è l’abitudine a parlare di lavoro senza conoscere sul serio le realtà delle aziende. A partire da un punto: perché un imprenditore dovrebbe assumere una persona a tempo indeterminato sapendo che già dopo sei mesi potrebbe non avere più la necessità del suo contributo?».

Renzi ha detto che saranno sbloccati i  68 miliardi di euro di crediti che le imprese avanzano dalla Pubblica Amministrazione. E che lo farà entro luglio. Ci crede?

«E’ una misura importante, perché anche questa avrà ricadute positive in termini fiscali immettendo risorse  nell’economia reale. Vedete, alcuni hanno dato a Renzi del piazzista, io credo, però, che, al di là del colore politico, argomento di cui non mi interessa parlare, gli vada dato atto di aver parlato in modo chiaro. Lo stesso uso delle slides per presentare la sua riforma è qualcosa di nuovo e di immediata comprensione. Ha portato entusiasmo e ce n’era bisogno e ha parlato di date: sarà semplice verificare se ha tenuto fede alle promesse. Intanto, per quanto riguarda la legge elettorale, ha mostrato di sapersi muovere in fretta e con obiettivi precisi».

Il capo del governo ha annunciato il varo del piano casa: vale 1,7 miliardi e include, tra le altre cose, facilitazioni fiscali per chi decide di destinare le abitazioni di proprietà agli affitti. Sono stati liberati, inoltre, 467 milioni di euro per l’edilizia popolare e il fondo per gli affitti concordati è stato portato a 200 milioni.
«Tutto o quasi parte dall’edilizia, perché sono moltissimi i settori a esso collegati.  è la prima cosa a cui pensare per far ripartire il paese. Ed è un ulteriore segnale importante, anche per le aziende che non sono attrezzate per andare all’estero».

Al contrario di Micromeccanica.
«Non possiamo lamentarci: nel 2013 il nostro fatturato è cresciuto rispetto al 2012 e per il 2014 il bilancio preventivo prevede che aumenti ancora, tra il 10 e il 15%, anche se i margini in realtà sono più ridotti perché bisogna fare i conti con una concorrenza agguerrita. Le esportazioni incidono per circa il 60-70% del nostro fatturato, dall’Egitto alla Turchia, dalla Polonia all’Ungheria, dalla Germania a Francia, anche se sinceramente ho una certa riluttanza nel parlare dell’Europa come “dell’estero”, visto che ormai è la nostra casa. E’ chiaro che le nostre piccole e medie aziende, per avere commesse dalle multinazionali, devono attrezzarsi e modificare il loro modo di ragionare. Rapportarsi alle multinazionali significa adottare determinati standard qualitativi e produttivi: vuol dire essere puntuali nelle consegne e ridurre al minimo i margini di errore. Pensi che noi dobbiamo stare dentro a un range di 500 pezzi sbagliati ogni milione di pezzi prodotti, praticamente nulla. Ma per arrivarci occorre che chi lavora nella tua azienda, quale che sia il suo ruolo, lo abbia ben chiaro in mente».

Scarica le slide del documento "La svolta buona"

con cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi

ha presentato le misure che il Governo intende prendere


MICROMECCANICA SRL
Via Prima Strada 38
35129 Padova (PD)
Tel: 049 7800900
Fax: 049 7800777
info@micromeccanica.com
www.micromeccanica.com

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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