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ISO 9001:2015 ecco le novità

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Siamo ai nastri di partenza: la revisione della norma che regola i Sistemi di Gestione per la Qualità è stata pubblicata e si chiama ISO 9001:2015: a distanza di sette anni dalla “versione” 2008  il nuovo documento va a ridisegnare completamente l’approccio alla Qualità.

La nuova norma è stata messa a punto per essere utilizzata come base comune per tutti gli altri standard, migliorando la compatibilità e l’integrazione con gli altri schemi certificativi, come, ad esempio, ISO 14001 che si occupa della gestione ambientale. Il tutto, naturalmente, nell’ottica di favorire sempre più i sistemi di gestione integrati.

Ma non è questa la novità rappresentata dal nuovo standard. Uno dei cambiamenti principali, infatti, è sicuramente la grande attenzione che viene data alla gestione dei rischi: la nuova ISO 9001 richiederà espressamente alle organizzazioni di utilizzare la prospettiva del rischio nella gestione per la qualità, a tutti i livelli.

A tal fine diventa necessario approfondire la tematica del “risk management” che sempre più impatta trasversalmente a tutte le tematiche inerenti i sistemi di gestione, siano essi riferiti alla Qualità, all’Ambiente, alla Sicurezza o ad altre tematiche: pertanto, andranno ripensati i processi, i singoli documenti, le attività quotidiane e – in definitiva – l’intero modo di lavorare che questa volta “non potrà più limitarsi a predicare un approccio per processi continuando a ragionare per funzioni ma dovrà davvero articolarsi in un progetto corale capace di rivoluzionare ogni organizzazione nella sua essenza per rendere profondamente soddisfatte tutte le parti interessate e per uscire indenni da una crisi che sembra essere senza fine anche per l’incapacità delle aziende di sfruttare lo strumento della Qualità come leva competitiva”

Tutte le aziende già in possesso di certificazioni, o che vorranno introdurla nella propria organizzazione, saranno tenute ad applicare questo nuovo standard adattando i propri processi organizzativi interni: ad ogni modo è importante sapere che, a partire dalla pubblicazione della nuova norma (15 settembre 2015), ci saranno tre anni di tempo per adeguarsi ai requisiti del documento, dopo di che cesseranno di valere – e saranno contestualmente revocate – le certificazioni rilasciate a fronte della ISO 9001:2008

Considerato che i cambiamenti sono di  una certa portata e che in estrema sintesi si dovrà attuare una vera “rivoluzione culturale” all’interno delle aziende, è il caso di non aspettare troppo per l’adeguamento del sistema di Gestione, ma di effettuare la transizione alla nuova Norma, nei limiti consentiti e con tempistiche compatibili con le proprie esigenze, cavalcando in anticipo le opportunità che il nuovo approccio offre.

Come dicevamo, la novità di maggior rilievo è dunque l’introduzione dell’argomento della gestione dei rischi: l’organizzazione deve determinare i rischi che possono avere una qualche influenza su di essa, monitorandoli, misurandoli, analizzandoli insieme alle opportunità cui si accennava sopra.

Nelle versioni precedenti della ISO 9001, i rischi venivano affrontati solamente tramite le azioni preventive. Nella nuova versione del 2015, però, il rischio viene trattato diffusamente in tutto lo standard al fine di sottolineare l’importanza di valutarlo e di analizzarlo su base continua.

A volte l’impresa neanche se ne accorge, ma all’interno della propria organizzazione, si fa regolarmente un’analisi dei rischi anche più volte al giorno: d’altronde, qualunque azienda che si mantenga bene sul mercato non può che aver, più o meno consapevolmente, effettuato una seria analisi dei rischi nei quali potrebbe incorrere.

In conclusione, quello che sta a cuore alla nuova norma è soprattutto il fatto che tutti finalmente capiscano che mettere in piedi un Sistema Qualità significa qualcosa di più di un’ingombrante suppellettile da spolverare solamente in occasione delle verifiche ispettive dell’ente certificatore: il nostro modo di lavorare di tutti i giorni e il Sistema Qualità devono essere la stessa cosa.

Conviene quindi prepararsi da subito a gestire un sistema integrato progettato ottimizzando i processi e razionalizzando la relativa documentazione, piuttosto che impegnarsi solo a certificare il Sistema Qualità.
Una visione unitaria del sistema aziendale, infatti, valorizza l’intera organizzazione attraverso una migliore visibilità degli obiettivi comuni, l’unicità di gestione e un unico riferimento per la documentazione e per la gestione dei dati, l’ottimizzazione delle risorse, il contenimento dei costi ed una migliore integrazione delle competenze.

Fabrizio Galantuomo


Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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sicurezza

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