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LE PMI EUROPEE LANCIANO L’AGENDA PER LA CRESCITA: CONFAPI PADOVA PROTAGONISTA A BRUXELLES CON IL PRESIDENTE MARCO TREVISAN

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Il Presidente di Confapi Padova Marco Trevisan è intervenuto allo SME2B Business Forum Europe 2026 al fianco del Presidente Nazionale Cristian Camisa, portando la voce e l’esperienza diretta delle imprese padovane nel cuore delle istituzioni europee.

Una grande Agenda per la crescita tra Istituzioni europee, governi nazionali ed European Entrepreneurs CEA-PME, la principale Associazione federativa volontaria tra piccole e medie imprese dell’Unione europea. È questo il senso dell’appello sulla crescita economica e sociale «We want more growth» lanciato a Bruxelles nel corso dello SME2B Business Forum Europe 2026, l’evento internazionale a cui hanno partecipato rappresentanti della Commissione, del Parlamento e dell’economia reale. A portare la voce e l'esperienza diretta del tessuto economico padovano e veneto nel cuore delle istituzioni comunitarie è stato il Presidente di Confapi Padova, Marco Trevisan, che ha affiancato nella delegazione il Presidente Nazionale di Confapi e Vicepresidente di European Entrepreneurs, Cristian Camisa.

Nel corso del suo intervento, Trevisan ha voluto spostare l'attenzione dalle sole rivendicazioni normative alla concretezza dei fattori chiave di successo che consentono oggi alle PMI di crescere e competere nei mercati globali. «Al di là del fondamentale tema dei costi energetici e della sburocratizzazione», ha dichiarato il Presidente di Confapi Padova, «è essenziale focalizzarci su ciò che fa davvero funzionare un'azienda nel contesto odierno. La crescita delle nostre PMI si basa su cinque pilastri fondamentali: l'introduzione di una reale cultura manageriale, la capacità dell'imprenditore di riconoscere i propri limiti affiancandosi a professionisti e consulenti di alto livello, la spinta sulle strategie di aggregazione e M&A per mettere a fattor comune le competenze, un utilizzo rigoroso del controllo di gestione anche nelle piccole realtà e, infine, la delega e il lavoro di squadra, puntando con forza sui giovani».

Dal palco di Bruxelles, Trevisan ha inoltre lanciato una proposta concreta indirizzata direttamente alla Commissione Europea per affrontare la sfida del ricambio generazionale nella struttura imprenditoriale continentale. «Il passaggio generazionale è una sfida cruciale non solo in Italia, ma in tutta Europa,» ha sottolineato Trevisan. «Alla Commissione proponiamo di promuovere la creazione di Academy europee per le PMI, ovvero luoghi di contaminazione in cui manager con un solido background affianchino imprenditori e professionisti per essere formati e guidati a diventare la nuova classe imprenditoriale. Un ecosistema capace di raccordare queste competenze con i capitali privati e gli investitori che oggi cercano progetti d'impresa solidi su cui puntare».

L’analisi complessiva emersa dallo SME2B Business Forum parte dalla constatazione che oggi l'Europa cresce a malapena dell'1,1% e l'area euro dello 0,9%, mentre i principali motori manifatturieri come Italia, Francia e Germania sono al di sotto della media, in sostanziale stagnazione, a fronte di concorrenti globali che avanzano a ritmi superiori al 3% pur affrontando le medesime tensioni geopolitiche e commerciali. «Questa crisi sta colpendo duramente il settore manifatturiero,» ha espresso con allarme Cristian Camisa nei suoi interventi conclusivi. «La produzione industriale di base non è un settore come un altro, ma è il pilastro dell'occupazione, dell'innovazione e dell'autonomia strategica europea. Quando la produzione manifatturiera europea soffre, la prosperità del continente crolla».

Sotto i riflettori dell'associazione federativa sono finiti i troppi vincoli burocratici imposti da Bruxelles, tra cui il regolamento sugli imballaggi, il meccanismo sul carbonio alle frontiere (CBAM), l’Industrial Accelerator Act e gli ETS. Per l'organizzazione delle PMI, invece di eliminare le barriere interne, si sono sostituiti i confini fisici con montagne di obblighi di rendicontazione e burocrazia che equivalgono a dazi interni, soffocando la base industriale mentre i concorrenti esteri inondano i mercati europei con prodotti fortemente sovvenzionati.

Per questo motivo, European Entrepreneurs CEA-PME e Confapi chiedono un drastico cambio di passo che rimetta al centro della politica comunitaria lo spirito originario dei Trattati di Roma, a poco più di sei mesi dal loro settantesimo anniversario. «Dobbiamo tornare allo spirito fondante del Trattato di Roma, cioè più crescita, basata sulle quattro libertà fondamentali di circolazione di merci, persone, capitali e servizi,» ha concluso Camisa. «Chi produce ha bisogno di un mercato unico pienamente integrato, di una migliore mobilità transfrontaliera per i talenti tecnici e di politiche mirate che consentano alle PMI ambiziose di crescere e diventare imprese di medie dimensioni resilienti e competitive».

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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