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Legge di Stabilità 2016: le misure per le aziende

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Nei giorni scorsi il Governo ha presentato gli interventi più rilevanti contenuti nella Legge di Stabilità che dovrà passare, nella sua stesura definitiva, al vaglio del Parlamento. Anticipiamo le misure che potranno interessare direttamente le aziende.

SuperAmmortamenti: chi investe nell’azienda ammortizza al 140% anziché al 100%.

Il meccanismo, così come già avviene in altre realtà europee, è pensato per consentire una maggiorazione della quota deducibile di un nuovo investimento, abbassando conseguentemente il peso fiscale. Il premio fiscale sulle quote di ammortamento, avrà validità esclusivamente per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi a partire dal 15 ottobre e fino al 31 Dicembre 2016.

Il meccanismo di ammortamento, però, affinché l’investimento possa essere concretamente sfruttato, deve essere attivato anche attraverso l’entrata in funzione del bene entro il termine dell’esercizio. In caso contrario, purché il costo sia comunque sostenuto entro il periodo agevolato, la super deduzione varrà soltanto a partire dall’anno successivo. E’ fatta eccezione per i lavoratori autonomi che invece possono ammortizzare il bene strumentale già al momento dell’atto di acquisto.

Taglio IRES dal 2017 al 24%.

La tassa alle imprese sarà ridotta, ma solo a partire dal 2017. C’è qualche speranza di anticipare la misura al 2016 solo se l’Europa accetterà di dare il via libera alla richiesta di sforamento dello 0,2% .

Piccole imprese: giù l’Irap, anticipo rimborso IVA per crediti non riscossi.

Esenzione Irap più ampia per professionisti e piccole imprese. Non si può ancora parlare della tanto attesa esclusione dall’Irap per chi non ha autonoma organizzazione, ma il nuovo aumento delle soglie della deduzione forfettaria dell’Imposta regionale, inserito ora nella bozza della legge di stabilità,  produrrà di fatto l’uscita dalla tassazione Irap per centinaia di migliaia di ditte individuali, società semplici, professionisti e artisti. E’ prevista una deduzione forfettaria di 8mila euro per tutti i contribuenti che hanno un imponibile Irap pari o inferiore a 180.759,91 euro. Non solo: per evitare penalizzazioni per chi è ai margini della deduzione viene aggiunta un’extra-deduzione decrescente, da 6mila a 2mila euro, in presenza di un valore di produzione fino a 180.999,911 euro. Le imprese si vedranno subito rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi, senza dover aspettare la fine delle procedure concorsuali.

Più soldi a chi contratta su produttività e welfare aziendale.

Si ripristina, a partire dal 2016, la detassazione dei premi produttività, una delle misure tra le più attese per questa manovra finanziaria per la quale il Governo ha stanziato 430 milioni di euro per il 2016 e 589 milioni di euro per gli anni successivi. Oltre al ripristino della detassazione dei premi produttività, è previsto anche l’ampliamento della platea di beneficiari, innalzando l’asticella dei redditi ammessi all’incentivo fino a 50mila euro lordi annui: anche i quadri, oltre agli impiegati e agli operai, potranno godere dell’agevolazione fiscale.

In precedenza,  i beneficiari erano solo i lavoratori con un reddito oscillante tra i 30 e i 40mila euro. Per l’anno in corso, invece, il bonus è stato soppresso per via della mancanza di copertura finanziaria: infatti nel 2015 i dipendenti si sono visti tassare gli ambiti premi produttività.

Con la contrattazione aziendale si potrà stabilire una quota di retribuzione legata al raggiungimento di determinati risultati aziendali, che fino a 2.500 euro di importo sarà soggetta alla tassazione al 10%. Da Palazzo Chigi si precisa però che dovranno essere creati istituti partecipativi, come le commissioni bilaterali,. In caso contrario altrimenti il limite è di 2mila euro.

Ulteriore novità anticipata dal Governo è la possibilità, per le aziende, di distribuire ai dipendenti gli utili fino a 2.500 euro, che saranno anche in questo caso tassati al 10%.

Ancora sgravi per chi assume, meno di prima però.

Confermato il bonus fiscale nel caso  di nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato. La misura, già prevista per il 2015, viene prorogata anche per il 2016 attraverso la decontribuzione degli oneri previdenziali (per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è prevista una riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi) e varrà per le assunzioni con contratto a tutele crescenti o per le stabilizzazioni dei contratti a termine.

Rispetto all’anno passato, lo sgravio contributivo sarà più leggero: viene infatti ridotto a 3.250 euro annui rispetto agli attuali 8.060 euro previsti per le assunzioni effettuate nel corso del 2015.

Lo statuto dei lavoratori autonomi. Finalmente una misura organica: fisco e nuove tutele.

Un corposo capitolo della manovra: si va dalle modifiche al Regime dei Minimi, alla possibilità per i professionisti di dedurre spese per la formazione fino a 10mila euro annui fino all’ampliamento della maternità ai congedi parentali per le lavoratrici a partita IVA. Il nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto del vecchio sistema con aliquota al 5% (che termina a fine 2015), ma cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano sotto una determinata soglia, senza più vincoli di tempo. Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria.

Bonus edilizia e IMU

Viene confermato il meccanismo dei crediti d’imposta (Ecobonus 65% e Bonus ristrutturazioni 50%) per tutto il 2016, mentre resta da definire l’eventuale estensione di applicazione dell’Ecobonus alla riqualificazione energetica.

Abolite anche IMU Imbullonati, che non saranno più conteggiati per il calcolo delle imposte immobiliari con un alleggerimento fiscale pari a  530 milioni di euro, e IMU agricola, esentando dal pagamento tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti – utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società.

Comuni liberi di spendere i soldi in cassa per strade, scuole marciapiedi, giardini.

670 milioni di maggiore spesa concessa ai Comuni, al di fuori del patto di stabilità.

Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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