La startup guidata da Jacopo Berti lancia una nuova app di “intelligence predittiva” e viene convocata in Parlamento. Il suo percorso di crescita passa anche dal programma FinTech Factory del MEF, dove si è classificata prima nella propria categoria grazie a un progetto sostenuto da Confapi Credit.
Negli ultimi giorni Repubblica, Ansa, Mattino e molte altre testate hanno dedicato ampio spazio a Rozes, la startup padovana che usa l’intelligenza artificiale per analizzare bilanci, relazioni societarie e reti di amministratori con l’obiettivo di individuare anomalie compatibili con frodi, riciclaggio e infiltrazioni criminali. Una tecnologia che ha attirato l’attenzione delle istituzioni: il 30 settembre i fondatori sono stati ascoltati anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul caporalato.
Un algoritmo che trasforma i bilanci in segnali di rischio
Rozes nasce nel 2019 come spin-off dell’Università di Padova e oggi è una realtà che unisce ricerca accademica e applicazioni operative. Il suo algoritmo confronta i dati contabili di un’impresa con quelli di oltre duemila società collegate alla criminalità organizzata sulla base di evidenze giudiziarie.
Come spiega il Ceo Jacopo Berti: «L’Indice Rozes misura la similarità tra i bilanci di un’impresa e quelli di società con connessioni accertate alla criminalità organizzata. Utilizziamo esclusivamente dati pubblici e oltre 200 variabili sviluppate appositamente, così da tenere conto delle specificità settoriali senza penalizzarle».
Il risultato è un punteggio statistico – da A a F – che non esprime un giudizio sull’azienda, ma indica quanto valga la pena approfondire. Un filtro che aiuta chi deve controllare migliaia di fornitori, clienti o partecipanti a una gara pubblica.
I numeri della ricerca: precisione al 90,4%
Nei test scientifici, l’algoritmo ha ottenuto un’AUC del 75,8% e una precisione del 90,4%. Ancora Berti: «Preferiamo segnalare meno imprese ma con alta precisione, piuttosto che segnalare molto e sbagliare spesso. È una scelta deliberata, coerente con l’uso che ne fanno banche e pubbliche amministrazioni».
Dal PNRR alle Regioni: l’IA entra nei controlli pubblici
La tecnologia di Rozes è già stata sperimentata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per i controlli sugli appalti del PNRR. Cassa Depositi e Prestiti la utilizza nei processi KYC. La Regione Umbria, insieme all’Università di Padova, l’ha scelta per costruire una mappa del rischio di infiltrazioni mafiose sul territorio.
Secondo le analisi condotte dai ricercatori padovani, ogni impresa criminale rimossa dal mercato genera un miglioramento del 7,7% nella performance delle concorrenti sane: 1,97 miliardi di euro di EBITDA restituiti all’economia legale.
FinTech Factory: un passaggio chiave (e un contributo che nasce anche da Confapi)
Nel 2026 Rozes è stata selezionata – e prima classificata nella propria categoria – nel programma FinTech Factory del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ottenendo un contributo a fondo perduto fino a 90.000 euro. Un risultato che Berti cita esplicitamente: «Questo modello che intercetta la collusione è stato validato nel programma FinTech Factory del MEF, dove siamo stati selezionati».
Il percorso di candidatura e gestione del bando è stato sostenuto da Confapi Credit, che ha accompagnato la startup nella fase progettuale e amministrativa.
Una nuova app e l’attenzione dei media nazionali
Rozes sta evolvendo verso una piattaforma sempre più accessibile, capace di trasformare l’analisi dei bilanci in un servizio immediato per imprese e istituzioni. L'Ansa non ha caso ha parlato di “intelligence predittiva”, sottolineando che la startup “scova mafiosi, furbetti e caporali” e che il suo lavoro è già oggetto di interesse parlamentare.
Perché riguarda da vicino le imprese padovane
Rozes è una storia che nasce a Padova, cresce nell’Ateneo e si sviluppa grazie a collaborazioni con istituzioni nazionali. Per le imprese del territorio significa avere strumenti più solidi per la due diligence, per la verifica delle controparti e per la tutela della propria filiera.
E significa anche vedere una realtà locale diventare un riferimento nazionale nella lotta alle infiltrazioni criminali, con un impatto diretto sulla trasparenza dei mercati e sulla competitività delle aziende sane.
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova