A un anno dalla tavola rotonda che per prima aprì il dibattito nel Padovano, l’Associazione rilancia con una proposta su due binari distinti: ampliare il perimetro della Zona dove la norma lo consente, valorizzando il ruolo dell’Interporto di Padova, ed estendere subito a tutte le PMI venete le semplificazioni amministrative. Il vicepresidente Giovanni Manta, delegato alla Bassa Padovana: «Non confondiamo l’estensione della Zona con l'estensione delle semplificazioni».
Mentre a Torino alcune rappresentanze datoriali e le Regioni del Nord discutono di un “patto” su politiche industriali, fondi europei e allargamento della Zona Logistica Semplificata (ZLS), e mentre proprio in questi giorni – dal 27 agosto al 6 settembre – è aperta a Conselve l'edizione 2026 della Fiera di Sant’Agostino, Confapi Padova rivendica di aver acceso per prima il dibattito sul tema nel territorio padovano. Era il 28 agosto 2025, in quella stessa sede, quando l’Associazione riunì sindaci e imprese della Bassa Padovana nella tavola rotonda “Imprese, territorio, futuro” per chiedere l’estensione della ZLS – oggi attiva solo per Venezia e Rovigo – anche al sud padovano. A un anno di distanza, con il tema arrivato sui tavoli nazionali e con il Veneto che ne discute assieme a Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, Confapi Padova conferma la propria proposta ma chiede a tutti gli attori del confronto un cambio di passo: parlare di misure realizzabili, non di formule destinate a restare sulla carta.
Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, ha richiamato la necessità di non fare confusione tra piani diversi. Confapi Padova condivide questa cautela: la normativa che disciplina le ZLS – legge 205/2017 e il regolamento attuativo Dpcm 40/2024 – prevede una sola Zona per regione, un perimetro limitato a porti, aree retroportuali e interporti collegati, e un tetto massimo di superficie fissato per legge. Immaginare di «allargare la ZLS a tutto il Veneto», come talvolta si legge, significa proporre qualcosa che la norma attuale non consente e che rischierebbe di scontrarsi con le regole europee sugli aiuti di Stato. Diverso, e assai più concreto, è invece estendere a tutte le imprese del territorio lo strumento amministrativo dell'autorizzazione unica, che non richiede di modificare né la legge né i vincoli comunitari.
Per Confapi Padova la partita ha anche una dimensione squisitamente locale, che non può restare sullo sfondo del dibattito regionale: qualunque ridisegno della ZLS deve fare i conti con il futuro dell’Interporto di Padova. Una eventuale estensione della Zona alle aree del Padovano non è solo un tema di perimetri e di agevolazioni, ma l'occasione per ripensare e valorizzare le prospettive di sviluppo dell’Interporto, rafforzandone la capacità di attrarre nuovi investimenti sul territorio e consolidandone il ruolo di hub logistico imprescindibile per l’intero Nord Est.
Per questo Confapi Padova mette sul tavolo una proposta articolata su tre punti concreti:
• Ampliare, nei limiti di superficie già consentiti dal Dpcm 40/2024, il perimetro della ZLS Venezia-Rodigino includendo le aree a reale vocazione logistica del Padovano – a partire dall'Interporto di Padova, di cui va sostenuto il potenziale di sviluppo e la capacità di attrarre nuovi investitori, e dalle aree produttive della Bassa Padovana – così da estendere credito d'imposta e agevolazioni doganali alle filiere che già oggi movimentano merci verso i porti veneti e da rafforzare il ruolo del territorio come hub logistico imprescindibile del Nord Est.
• Estendere da subito, con una norma regionale ordinaria e senza attendere modifiche alla disciplina statale, il modello dello sportello unico digitale e dell'autorizzazione unica a tutte le PMI venete, indipendentemente dal perimetro della Zona: è la misura che più di ogni altra taglia i tempi burocratici, ed è quella immediatamente realizzabile.
• Semplificare l’accesso al credito d'imposta ZLS per micro e piccole imprese, oggi scoraggiate da adempimenti pensati per realtà più strutturate, con una corsia dedicata e proporzionata alle loro dimensioni.
«Un anno fa a Conselve siamo stati i primi a portare il tema della Zona Logistica Semplificata sul territorio padovano, quando ancora se ne parlava pochissimo – dichiara Giovanni Manta, vicepresidente di Confapi Padova con delega alla Bassa Padovana –. Oggi che il dibattito è diventato nazionale, il rischio è che si trasformi in uno slogan buono per i titoli dei giornali ma inapplicabile nei fatti. Condividiamo la cautela dell'assessore Bitonci: allargare i confini della Zona a tutta la Regione è un’operazione che la norma vigente semplicemente non prevede. Estendere invece a tutte le imprese venete l'autorizzazione unica è possibile da subito, ed è quello che davvero serve alle nostre PMI. Ma per il nostro territorio c'è anche un'altra partita da giocare, ed è quella dell’Interporto di Padova: la ZLS va ripensata e adattata anche in funzione delle sue prospettive di sviluppo, perché ha tutte le carte in regola per diventare l’hub logistico imprescindibile del Nord Est, capace di attrarre nuovi investitori e nuovi investimenti sul territorio. Chiediamo che il confronto di Torino, e poi quello di Milano del 23 ottobre, tengano distinti i due piani – quello fiscale, legato ai confini di legge della Zona, e quello amministrativo, che può valere da subito per l'intero territorio regionale – senza però perdere di vista la centralità del nostro Interporto in questo disegno».
Nella foto Giovanni Manta sul palco di Conselve
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova