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«NELL’ACCIAIO RINCARI DEL 110% NEGLI ULTIMI 6 MESI E ABBIAMO DOVUTO FARE I CONTI ANCHE CON FERMI PRODUTTIVI»

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L’esperienza della JVP SrL di Piove di Sacco

 

Undici milioni di euro di fatturato nel 2020, la JVP SrL di Piove di Sacco è leader in Europa nella produzione di pavimenti tecnici sopraelevati. Con la presidente della società Lorenza Corazza ci siamo focalizzati sull’approvvigionamento dell’acciaio.

Da ottobre a oggi avete dovuto fare i conti con rincari per l’acquisto di acciaio?

«Assolutamente sì. È cresciuto il prezzo di tutto quello che utilizziamo, dalla colla agli imballaggi, ma i rincari più evidenti riguardano proprio l’acciaio».

Può quantificarli?

«Siamo attorno al 100-110%. Oggi una tonnellata ci costa più di 1.500 euro, da una quotazione di partenza di circa 730».

Da ottobre a oggi avete dovuto fare i conti con ritardi nelle consegne?

«Sì, ci sono stati diversi slittamenti delle consegne, dovuti perlopiù alla carenza della materia prima. E questo ha comportato anche fermi produttivi, quindi un danno pesante per la nostra azienda».

Gli eventuali ritardi sono diventati più pesanti nel tempo?

«Sì. Si sono manifestati soprattutto dal mese di febbraio in poi, peggiorando man mano che si va avanti nel tempo».

 

Che previsioni vi sentite di fare sull’andamento dei prezzi delle materie prime nei prossimi 6 mesi?

«Purtroppo prevediamo un peggioramento. Tutte le analisi di mercato indicano questa direzione».

Avete di conseguenza aumentato i prezzi dei vostri prodotti nella stessa percentuale?

«Non nella stessa percentuale, anche perché sarebbe impossibile per noi: tenete conto che nell’edilizia le commesse vengono acquisite ben prima dell’inizio dei lavori. In sostanza, abbiamo parzialmente riassorbito i rincari fin quando è stato possibile farlo, poi siamo stati costretti a rivedere i prezzi, ma è possibile indicare di quanto, perché dipende dai mercati di riferimento».

 

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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