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«SIAMO PARTITI TRASPORTANDO BOMBOLE CON PAPÀ E SIAMO ARRIVATI ALLE TORRI DI FAST AND FURIOUS»

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Alberto Boldrin e la storia ultrasessantennale di Boldrin Group: «In fondo tutto è iniziato grazie alla lungimiranza di Enrico Mattei»

Gli inizi? Si perdono nel tempo. E non è un semplice modo di dire, se si prova a ripercorrere la storia di Boldrin Group. Lo racconta lo stesso Alberto Boldrin, Ceo dell’azienda. «La data precisa a cui far risalire la nascita non la sappiamo, certo è che sono trascorsi più di sessant’anni. Nel sito scriviamo 1959, ma è un punto fermo che abbiamo deciso di fissare quasi per convenzione allo scadere del millennio, celebrando la cifra tonda. E non sapete quanto darei per trovare i primi documenti. Mio padre stesso non ne ha mai tenuto conto».

Tutto è partito con lui, comunque.

«Mio padre, Emanuele, ha iniziato facendo il trasportatore di gas, girando l’Italia nel dopoguerra e mettendosi in gioco. Nella sola città di Padova negli anni del primo dopo guerra, era il più grosso distributore di bombole di gpl nelle abitazioni e nelle attività commerciali. Aveva all’epoca una trentina di automezzi per garantire il servizio cittadino che in breve tempo utilizzò anche per espandere i propri servizi su tutto il territorio Italiano. Ora ha novant’anni e un fisico di ferro, pensate che ancora viene in azienda. Anche mamma Marialessandra è sempre stata in prima fila tirando le redini amministrative e lo fa ancora oggi, lavorando in smart working da casa: non ha mai voluto imparare a utilizzare il computer, eppure vede dettagli di cui nemmeno il pc si accorge, cosa che mi ha sempre mandato in bestia», ride. «D’altra parte con papà e quattro figli maschi, ha sempre dovuto e saputo farsi rispettare. E comunque sì, tutto è partito da loro, anche se, in fondo, dovremmo fare un discorso più ampio».

Ovvero?

«Dovremmo dire che la nostra storia parte dalle scelte fatte nel dopoguerra sul piano energetico e dalla politica legata al gas (che sempre più prendeva il posto della legna e del carbone) che l’Italia, per prima in Europa, scelse sul piano energetico per lo sviluppo industriale e civile del nostro Paese. Grazie all’intuito di un grandissimo imprenditore di quegli anni, Enrico Mattei (fondatore di Agip / Eni), la scelta energetica percorsa consentì a un Paese distrutto di mettersi al tavolo con le sette sorelle. Il polo tra Bologna, Brescia, Vicenza e Padova è il più importante in Europa - e forse del mondo - nelle tecnologie per la regolazione del gas, e ancora oggi chi lavora nelle imprese italiane del settore è visto come un “guru”».

Voi lavorate molto all’estero?

«Sì, il fatturato della nostra azienda per circa il 60% è basato proprio su quanto fatto fuori dai confini del Paese, con un’attenzione particolare per il Medio Oriente, anche se negli ultimi anni ci stiamo spostando sui mercati Asiatici, Africani e in America Latina. Oggi l’azienda conta una trentina di dipendenti e 7 milioni di euro circa di fatturato. Il 2020 ha registrato una crescita a due cifre, nonostante il Covid».

E come si spiega questa crescita?

«In parte è legata al boom del metano liquido (LNG / GNL), di cui siamo diventati il più grande utilizzatore europeo. È un gas compresso che diventa liquido a bassissime temperature e che, “imbottigliato” in cisterne, è comodamente trasportabile. In seguito al protocollo di Kyoto, agli accordi di Parigi e alla nuova sensibilità ambientale diffusasi negli ultimi anni anche l’Europa lo sta adottando sempre di più, perché è molto meno inquinante. Ecco, noi forniamo tutte quelle tecnologie utili che servono per portarlo nelle industrie, nelle abitazioni e per trasportarlo su gomma, ferro cisterne etc.».

Negli anni, attraverso le aziende Tag srl, Nrg Tech srl e Boldrin srl avete però saputo diversificare.

«La premessa è che siamo quattro fratelli, tre dei quali ancora oggi attivi in azienda. Per quanto mi riguarda, io ero un po’ la pecora nera della famiglia, perché avrei voluto studiare da grafico pubblicitario e poi sono finito a fare il geometra, cosa che non mi piaceva. Interrotti gli studi, da autodidatta ho seguito corsi formativi di ogni genere, entrando in azienda negli anni ’80 dalla porta di servizio e facendomi le ossa. Grazie all’esperienza maturata in quegli anni abbiamo cominciato a lavorare nella progettazione e produzione di “impianti chiavi in mano”, con l’impiego delle migliori tecnologie che il mercato offriva. E proprio con la seconda generazione di noi figli in un certo senso ci siamo creati nuovi spazi, mettendo a frutto in azienda gli studi fatti, uniti all’esperienza maturata sul campo, e costruendo una nostra credibilità, fondamentale in un mondo complicato come quello del gas. Nella crescita di queste nuove realtà ci siamo allargati all’ambito della sicurezza, producendo impianti chiavi in mano per le multiutility e le industrie di trasformazione, dalla chimica alle acciaierie per arrivare a quella alimentare, farmaceutica e di trasformazione».

…E fino ad Abu Dhabi.

«Con l’ultima nata, Nrg Tech, abbiamo unito l’impiego delle migliori innovazioni elettroniche al mondo del gas e dell’antisismica, sviluppando prodotti e tecnologie innovative, utili alla rilevazione di fughe di gas e all’intercettazione e rilevazione sismica, sia in ambito domestico che industriale. A questo punto si è aperto un mondo, perché abbiamo scoperto che sul mercato Europeo i competitor si possono contare in meno di una mano. Riusciamo a fornire soluzioni e sistemi di rilevazione legati al monitoraggio di impianti e infrastrutture - comprese quelle stradali - utilizzando e implementando in alcuni casi le tecnologie che già sono presenti nei nostri tablet e smartphone. Tutto ciò ha portato la nostra azienda a stilare dei protocolli collaborativi di ricerca e sviluppo con due importanti atenei, quelli di Padova e Venezia (ICEA e IUAV). La consolidata tecnologia da cui siamo partiti lavorando sul gas ci ha portato anche ad essere coinvolti in importanti progetti quali ad esempio lo Smart Road dell’Anas. Moltissime imprese hanno scelto i nostri prodotti per fare prevenzione, dalla Cina alla Turchia, dal Cile alla Grecia, fino al Kuwait: molto spesso per fare intercettazione sismica negli impianti di produzione chimica, petrolifera e affini. Altro vanto è inoltre il progetto dell’Etihad Tower di Abu Dhabi, (ripresa anche nel film Fast in Furious 7), una miscellanea di tecnologie e design per buona parte made in Italy: in noi i committenti hanno trovato la soluzione professionale in grado di soddisfare a pieno i termini di sicurezza gas e monitoraggio dei consumi attorno a un complesso sistema comunicativo tra le cinque torri. Su quella strada siamo arrivati a metanizzare con molte delle nostre tecnologie anche l’isola artificiale di Yas, sempre negli Emirati, famosa per il circuito automobilistico che ospita il Gran Premio di Abu Dhabi di Formula 1. Progetti grandiosi, dei quali siamo stati orgogliosi di far parte».

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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